Goni, menhirs

Scultura in pietra

Idoli, modelli di nuraghe e la grande statuaria

Le statue in pietra di età nuragica, non molto numerose e tuttavia diffuse in varie parti dell'isola, sono legate intimamente alla religiosità: provengono per la maggior parte da santuari, e riproducono in genere protomi animali, soprattutto il toro.

Scultura prenuragica

Le prime attestazioni in Sardegna di prodotti artistici risalgono al Neolitico inferiore, quando nell'isola compaiono su alcuni manufatti umani i primi segni di decorazione: sono le decorazioni "cardiali", ottenute con l'utilizzo di una conchiglia denominata Cardium. Le troviamo sulle superfici delle forme vascolari relative a questo periodo e alla cultura detta appunto "Cardiale".

La dea madre

Una delle produzioni più esplicitamente "artistiche" della Sardegna prenuragica è rappresentata dalle statuine di "dea madre". Si tratta di sculture di piccole dimensioni (oscillano intorno ai 10-15 cm di altezza, ma ve ne sono anche di più piccole e di più grandi) raffiguranti figure femminili. La denominazione "dea madre" attribuita a tali sculture deriva dal contesto di rinvenimento.

Le statue-menhir

Le statue-menhir appaiono apparentate morfologicamente con le "pietre fitte", i menhir appunto. Si tratta infatti di monoliti di forma allungata che però, a differenza dei semplici menhir, presentano su un lato (quello frontale) elementi figurativi in rilievo. Da qui nasce l'appellativo di "statue-menhir". Le statue-menhir attestate in Sardegna presentano due tipi di schemi figurativi.

Complesso scultoreo di Mont'e Prama

Le grandi statue di Mont'e Prama (Cabras) rappresentano un dato archeologico e artistico di grande rilevanza. Si tratta infatti di manufatti artistici che (ad esclusione delle sculture della Grecia arcaica) non trovano analogie tra le produzioni mediterranee coeve, anche se, va detto sin d'ora, proprio la cronologia di queste opere rappresenta un serio problema scientifico.