Oristano, chiesa del Carmine: particolare della facciata (1776-1785)

Età sabauda

I Savoia in Sardegna

Con la conclusione della "guerra di successione spagnola", il 2 agosto 1718 ha termine, con il patto di Londra, il predominio spagnolo in Sardegna, che viene assegnata alla casa ducale dei Savoia che insieme al dominio territoriale dell'isola acquista anche il titolo regio.

Gli ingegneri militari

Il definitivo passaggio della Sardegna ai Savoia nel 1718 non segna un'interruzione delle fabbriche in corso, contrassegnate dall'adesione al linguaggio tardobarocco, destinato a perdurare sino alla fine del secolo in una serie di chiese che coniugano elementi di tradizione locale con modi del manierismo cinquecentesco e del barocco seicentesco.

Il primo Settecento

Nella prima metà del '700, nonostante la decisione del governo sabaudo di seguire una linea di condotta rispettosa delle istituzioni, delle leggi e delle consuetudini sarde, le azioni adottate si discostano di fatto dalle primitive intenzioni, sia per precise scelte che per difficoltà concrete. Un esempio è la diversa considerazione, rispetto alla monarchia spagnola, del viceregato.

L'arte d'importazione

Il passaggio del Regno di Sardegna dagli Asburgo di Spagna ai Savoia, per quanto attiene il discorso sui prodotti artistici, non comporta sostanziali mutamenti circa i tradizionali rapporti con le città italiane del Mediterraneo, fatta eccezione naturalmente per l'inserimento nel quadro culturale delle scelte estetiche dei nuovi sovrani.

Il primo Ottocento

Il 3 marzo 1799 il re di Sardegna Carlo Emanuele IV di Savoia sbarca a Cagliari con una corte di familiari e collaboratori in seguito alla fuga dal Piemonte, invaso dalle truppe di Napoleone Bonaparte. La presenza della corte nell'isola, protrattasi fino al 1814, da un lato imprime vigore alla restaurazione politica e civile, dall'altro fa guadagnare ai Savoia un nuovo consenso.