Cagliari, Tuvixeddu, tomba dell'Ureo

Arte fenicio-punica

I gioielli fenicio-punici

Una delle forme d'artigianato artistico più tipiche della cultura fenicia fu certamente l'oreficeria. Le produzioni orafe fenicie rappresentano infatti uno dei vertici qualitativi raggiunti nell'intero bacino del Mediterraneo in questa fase storica. Gli orafi fenici praticavano con particolare maestria le tecniche della filigrana e della granulazione.

Gli ori di Tharros

Gennaro Pesce nel 1966 stimò in circa cinque miliardi di lire il valore dei reperti trafugati dal sito di Tharros a partire dal 1851, anno in cui un titolato inglese, lord Vernon, operò una serie di scavi presso il Capo San Marco indagando una ventina di ipogei punici. Egli riportò alla luce splendidi corredi funerari, composti di oreficerie, scarabei, bronzi e prezioso vasellame.

Le stele di Sant'Antioco

Le stele puniche sono reperti pertinenti a quegli specifici spazi sacri rispondenti al nome di "tofet", i luoghi in cui a lungo si è ritenuto si volgessero sacrifici cruenti di bambini, mentre oggi si va sempre più consolidando la convinzione che si trattasse di luoghi destinati alla sepoltura dei bambini nati morti o morti nei primissimi anni di vita.