Statue-menhir nel Museo archeologico di Laconi

Arte prenuragica

Le origini dell'arte in Sardegna

Non è facile fornire una semplice ed univoca definizione del concetto di "arte". Senza affrontare questo complesso problema, limitiamoci ad affermare che col temine "arte" possiamo intendere "qualsiasi forma di attività dell'uomo come riprova o esaltazione del suo talento inventivo e della sua capacità espressiva".

La nascita dell'arte

Le prime attestazioni in Sardegna di prodotti "artistici" risalgono al Neolitico inferiore, quando nell'isola compaiono su alcuni manufatti umani i primi segni di decorazione: sono le decorazioni "cardiali", ottenute con l'utilizzo di una conchiglia denominata Cardium. Le troviamo sulle superfici delle forme vascolari relative a questo periodo e alla cultura detta appunto "Cardiale".

La dea madre

Una delle produzioni più esplicitamente "artistiche" della Sardegna prenuragica è rappresentata dalle statuine di "dea madre". Si tratta di sculture di piccole dimensioni (oscillano intorno ai 10-15 cm di altezza, ma ve ne sono anche di più piccole e di più grandi) raffiguranti figure femminili. La denominazione "dea madre" attribuita a tali sculture deriva dal contesto di rinvenimento.

Le statue-menhir

Le statue-menhir appaiono apparentate morfologicamente con le "pietre fitte", i menhir appunto. Si tratta infatti di monoliti di forma allungata che però, a differenza dei semplici menhir, presentano su un lato (quello frontale) elementi figurativi in rilievo. Le statue-menhir attestate in Sardegna presentano essenzialmente due tipi di schemi figurativi.

Dei e uomini di pietra

"Dei e uomini di pietra": in tal modo l'archeologo Enrico Atzeni ha sinteticamente interpretato la valenza simbolica delle tre tipologie di sculture megalitiche - menhir protoantropomorfi, menhir antropomorfi, statue-menhir o statue-stele - attestate in Sardegna tra il quarto e il terzo millennio avanti Cristo.